Curiosità sul faraone Cheope

IL FARAONE CHEOPE:

L'unico ritratto certo del re, identificato grazie al serekh inciso a fianco della gamba destra

Cheope fu il successore di Snofru. Non conosciamo il nome del padre; l'unico testo antico che afferma che fosse figlio di Snofru è il Papiro Westcar, che però è successivo (risale alla XVI o alla XVII dinastia). Il papiro afferma anche padre di Cheope è il re Nebka della III dinastia, che non è vero. E' probabile, quindi, che nel Papiro Westcar il termine "padre" fosse usato come sinonimo di antenato.

Nel 1925 fu scoperta a Giza, a est della piramide di Cheope, la tomba della regina Hetepheres, G 7000X . Nell'immagina è indicata dalla lettera B; quella in basso è la piramide di Cheope.

Molte iscrizioni presenti sugli oggetti del corredo funerario di Hetepheres le attribuivano il titolo di "Mut-Nesut", che significa "Madre del re", accanto a oggetti con il nome del faraone Snefru. Di conseguenza si pensò che Hetepheres fosse stata una delle mogli di Snofru e che i due fossero i genitori di Cheope. Dal momento, però, che la regina non è mai chiamata "Hemet-Nesut ("Sposa del re"), sembra che non lo fosse.

La donna ebbe solo il titolo di "Sat-Netjer-Khetef "(letteralmente: "Figlia del corpo del re", cioè "Figlia carnale del re"), che qui compare per la prima volta. Era, probabilmente, una delle figlie più importanti del faraone Huni. Gli studiosi hanno quindi concluso che Cheope non era figlio di Snofru, ma che questo sovrano avrebbe legittimato la posizione del giovane, nato da Hetepheres e da un altro uomo, facendolo sposare con la figlia Meritites. Divenuto faraone Cheope avrebbe poi divinizzato la madre facendola divenire figlia di un dio vivente. Tale teoria potrebbe spiegare il fatto che Hetepheres non fu sepolta a Dahshur accanto a Snofru, come ci si sarebbe aspettati se fosse stata sua moglie, ma vicino al figlio Cheope . Un vaso di Hetepheres " madre del re" fu trovato a Biblo.

La tomba della regina, la più antica sepoltura reale egizia trovata intatta, comprendeva un insieme di mobili e di oggetti magnifici in legno di cedro dorato e intarsiato che documentano la ricchezza e il raffinatissimo gusto estetico dell'epoca. Si trovano nel nuovo museo egizio del Cairo. Nella tomba è stato trovato il primo esempio conosciuto di cista canopica; in alabastro, con coperchio piatto, era divisa in quattro scomparti; tre contenevano del materiale organico mummificato in una soluzione di natron e acqua; il quarto del materiale organico essiccato. Non c'erano vasi canopi.

ricostruzioni delle due poltrone trovate nella tomba

Il letto di Hetepheres con il suo poggiatesta

la ricostruzione della sua camera da letto

Dimensioni stimate: circa 2,5–3 m per lato; altezza intorno ai 2,5 m.

al corredo funerario della regina apparteneva anche questo collare d'oro formato da 50 pendenti in oro a forma di scarabei infilati su un filo d'oro

acquamanili e versatoi in oro

La cista canopica, chiusa con una lastra piatta, è di forma rettangolare e divisa in quattro scomparti. Misura 54,3 cm di larghezza, 48,8 cm di profondità e 35 cm d'altezza.

il sarcofago in alabastro della regina, trovato vuoto. Misura 206.5 cm di lunghezza, 90 cm di larghezza e 87 cm d'altezza.

L'unica immagine della sovrana fu trovata su una cassa di legno. Accanto la sua ricostruzione. Hetepheres indossa i suoi magnifici bracciali d'argento e pietre dure. Sono dieci per avambraccio

I braccialetti della regina hanno dimensioni decrescenti perché le coprivano l'avambraccio. Quelli più grandi hanno un diametro di circa 10 cm

La portantina della regina

Al momento della salita al trono, Cheope ebbe una titolatura così composta :

  • Nome di Horus: Medjedw = Colui che colpisce
  • Nome Nebty: Nebty – r – Medjedw = Colui che colpisce in nome delle Due Signore (le due dee Uadjet e Uto)
  • Nome Horus d'oro: Bikui-Nub = I due falchi d'oro
  • Nome Neswt Bity: Khnum- Khufu = il dio Khnum mi protegge

Il Nomen d'incoronazione di Cheope viene scritto in due differenti versioni: Khufu ("Mi Protegge") che non ha nessun legame con qualche divinità, e "Khnum-Khufu" (o, anche, Khnum Khuefui), che significa: "Il dio Khnum mi protegge". Da essa traspare l'attaccamento del sovrano al dio Khnum di Elefantina- Asswan, protettore delle sorgenti del Nilo e della potenza creatrice delle inondazioni. Il dio crea anche sul tornio da vasaio le creature a cui da' poi la vita. Cheope potrebbe quindi aver inteso sé stesso come un divino creatore. Non si conoscono però le ragioni dell'uso della versione abbreviata.

Durata del regno e avvenimenti

Sulla durata del suo regno le fonti sono discordanti. Quelle tarde forniscono dati contraddittori e quelle contemporanee sono limitate e lacunose. Il Papiro Regio di Torino, che venne redatto milletrecento anni dopo il faraone, gli attribuisce ventitre anni di regno. Erodoto, nel V secolo a.C. gliene attribuisce cinquanta, mentre il sacerdote egizio d'epoca ellenistica Manetone sessantatre.Gli indizi forniti dall'archeologia riportano, come data più alta del suo regno, "l'anno del diciassettesimo censimento del bestiame". L'iscrizione compare nell'intercapedine posta sopra il soffitto della camera sepolcrale di Cheope. Dato che però non sappiamo se a quel tempo questo censimento avvenisse ogni anno o ogni due, possiamo ipotizzare che il re abbia regnato per un periodo compreso fra i diciotto e i trentacinque anni (considerando che l'anno dell'incoronazione non entrava in questo computo) . Per l'egittologo Zahi Hawass Cheope morì a circa sessant'anni e regnò per quarantasei-cinquanta, come affermato da Manetone.

  • Nel primo anno di regno cominciò l'edificazione del suo grande complesso sepolcrale
  • Nello stesso periodo fece sfruttare intensamente, e probabilmente ampliare, il grande porto di Wadi Jarf, sulla costa occidentale del Mar Rosso, da dove partivano le navi che portavano gli operai (e le vettovaglie necessari al loro sostentamento) alle miniere di rame e di turchesi del Sinai. Il rame era, a quel tempo, il metallo più duro con cui costruire gli scalpelli usati per staccare i blocchi di roccia. Il porto, che risaliva all'inizio dell'Antico Regno ma che fu attivo soprattutto sotto Cheope, si trovava proprio di fronte alle antiche miniere di rame. Dalla parte opposta, separato da un braccio di mare largo meno di cinquanta chilometri, c'era il sito di sbarco, a Tell Ras Budran. Il luogo si trovava a meno di cinquanta chilometri dal sito di estrazione del rame e del turchese dello Wadi Maghara, dove sono state rinvenute iscrizioni con il nome di Cheope. Vi sorgeva un forte che risale allo stesso periodo del porto dello Wadi el Jarf. E la più antica rotta documentata archeologicamente della storia.
  • Il forte, costruito con blocchi di pietra locale, ha una forma circolare di quaranta metri di diametro. Le sue pareti sono spesse 5 metri. E' la più antica fortezza egiziana a possedere merli e bastioni. L'interno ha rivelato profondi buchi e fosse poco profonde che suggeriscono la presenza di magazzini per lo stoccaggio del materiale raccolto nelle miniere vicine e tettoie. Non c'erano, però, costruzioni o abitazioni, il che fa supporre che il presidio militare stazionasse solo per tempi brevi, quando il minerale veniva cavato. Il porto di Wadi el Jarf era collegato alla valle del Nilo da un reticolo di piste che sbucavano nei pressi di Meidum. E' probabile che la piramide che sorge lì sia stata edificata in quel sito anche per questo. Il porto si trovava accanto ad un'abbondante fonte d'acqua dolce che permetteva di rifornire le spedizioni. Il porto è formato da molo in pietra a forma di L lungo oltre centoottanta metri e da numerose gallerie, scavate nel fianco della montagna, lunghe dai quindici ai trenta metri, dove venivano rimessate le barche al termine della stagione e riprenderle la primavera successiva. I viaggi avvenivano in primavera e in estate, quando il mar Rosso era relativamente calmo. Vari frammenti dei Papiri di Merer riportano informazioni su una spedizione compiuta verso il porto regale dello Uadi el-Jarf "Nell'anno dopo il 13° censimento del bestiame sotto l'Horo Medjedu". Dopo Cheope il porto venne abbandonato a favore di quello, posto a cento chilometri più a nord, di al-ʿAyn as-Sukhna ( "la sorgente calda") , che distando appena centoventi chilometri da Giza, permetteva di raggiungerla in meno tempo.
  • Sembra che nel V anno di regno Cheope si sia identificato con il dio sole Ra e si sia proclamato Ra in vita. In questa occasione fece ampliare e abbellire il tempio funerario alto della sua piramide. I figli nati dopo questo anno non vennero più chiamati con nomi costruiti con la desinenza Hor finale (come Djedefhor), che designava il dio Horus, ma con quella del dio sole Ra (Djedefra, Khaefra etc).
  • La Pietra di Palermo riporta che : "Nell'anno….è stata fatta una statua per la dea, una statua del re con la Corona Rossa alta quattrodici cubiti (circa otto metri), e una ….(barca?) lunga 100 cubiti (52 metri)."- L'anno….è stato costruito un edificio di mattoni crudi per la Festa Sed ed è stato eseguito il rito dell'apertura della bocca (è la prima volta che viene nominato questo rito) sulla statua d'oro chiamata" Medjedw è l'Horus delle Due Terre". Il re, quindi, festeggiò un Heb Sed, la festa magica che serviva a rinnovare la sua forza fisica e la capacità a regnare. Non sappiamo se al tempo di Cheope avvenisse ogni trent'anni come in epoca tolemaica; secondo l'egittologo Hawass il primo Hed Seb veniva festeggiato alla conclusione della piramide dove il re sarebbe stato sepolto

Questo blocco, rinvenuto nel complesso sepolcrale di Amenemhet I a El LIsht (XII dinastia), mostra una scena dell'Heb Sed di Cheope

  • Cheope ebbe contatti commerciali e diplomatici con Biblo, dove sono stai trovati numerosi oggetti con il suo nome.
  • Fece, forse, abbellire il tempio di Bastet a Bubasti, dov'è stata trovata una stele in granito recante il suo nome Mejedu. Potrebbe però esservi stata trasportata in seguito
  • Il nome di Cheope è stato trovato nelle miniere di rame e turchesi dello Wadi Maghara, in Sinai, in una cava a ovest di Naqada, a Nekheb, nelle cave d'alabastro di Hatnub, in quelle di calcare bianco di Turah, nel Medio Egitto, e in quelle dello Wadi Hammamat.
  • A Sakkara sono state rinvenute due statuette della dea Bastet in terracotta inscritte con il nome d'Horus del re.
  • Secondo i frammenti della Lista dei re di Manetone riportati da Africano, Suphis (Cheope) scrisse un libro sacro. E' l'unico re dell'Antico Regno che legge e scrive
  • Ebbe un regno molto solido che permise la costruzione, in seguito, delle grandi piramidi dei suoi successori
  • Il suo nome compare anche sull'isola di Elefantina
  • Cheope fece realizzare una statua del dio Khnum in basalto. La statua, a forma d'ariete, si trova al museo egizio di Berlino. Di essa, a grandezza naturale, sopravvive solo una parte del collo. Una colonna di geroglifici cita "Il re dell'alto e del basso egitto KhnumKhufu" Di Provenienza ignota, si immagina che possa venire da Elefantina o dal tempio funerario di Cheope a Giza.
  • Statuette di terracotta a forma di sfinge con il cartiglio di Cheope, trovate accanto al complesso funerario di Pepi I a Sakkara, fanno ipotizzare che la grande Sfinge di Giza lo rappresentasse.
  • Il nome di Cheope compare in un petroglifo inciso nell'Oasi di Dakhla . Riporta :«Viaggio mefat nell'anno dopo il 13º censimento del bestiame, sotto l'Hor-Mejedu [Cheope]" Fu fatta per portare in Egitto l'ocra rossa con cui nelle cave venivano segnati i blocchi di pietra della sua piramide
  • Nel 2022 sono stati trovati dei blocchi di granito con il nome del re sul sito del tempio di Ra a Eliopoli

Ritratti

L'unico ritratto certo del re è quello in avorio, alto appena 7,5 centimetri, conservato al GEM, scoperto nel 1903 da Flinders Petrie tra le rovine del tempio di Osiride Khentamentiw ad Abido. Lo mostra abbigliato con il gonnellino rituale e la Corona Rossa, seduto su un trono cubico. Nella mano destra ha il flagello.

Altre teste, di vari materiali, ma anepigrafiche e di provenienza sconosciuta, sono state attribuite al re perché hanno tratti fisiognomici simili a quelli del viso della statuina. Quella sotto, in granito rosso, faceva parte di una sfinge, la più antica che si conosca.

Secondo la maggior parte degli egittologi la testa della Grande Sfinge di Giza avrebbe i tratti di Cheope perché sono molto simili a quelli della statuetta in avorio. Sono diversi, invece, da quelli di Chefren.

Il faraonen Cheope nelle fonti antiche

Malgrado gli storici tardi come Erodoto parlino di Cheope in termini dispregiativi, ai suoi tempi fu un re apprezzato, e il suo culto mortuario perdurò anche in luoghi diversi da Giza fino all'epoca saitica e persiana. A Menfi sono ancora attestati durante la XVI dinastia. Iscrizioni e documenti della VI dinastia nominano una città chiamata "Menat-Khufu" che era ancora tenuta in grande considerazione durante il Medio Regno. Ciò non sarebbe avvenuto se il re avesse avuto una reputazione cattiva. Nel Papiro Westcar Cheope è descritto come un sovrano capriccioso che non esiterebbe a far tagliare la testa di un uomo per vedere se un mago sarebbe in grado di riattaccarliela e di farlo rivivere, e come un sovrano ossessionato dal fatto di conoscere la pianta segreta del tempio di Thoth per farla riprodurre nel suo complesso funerario

I familiari del re

Le uniche mogli storicamente accertata di Cheope sono Meritites ed Henutsen.

La prima, il cui nome significa: "L'amata dal padre", fu la sua consorte principale. A Giza Auguste Mariette portò alla luce una stele che riporta i titoli della regina: « La sposa del Re, la sua amata, la devota al dio Horus, Meritites. E' l'amata dal Favorito delle Due Dee, Colei che, qualsiasi cosa dica viene fatta per lei. E' grande nel favore di Snofru, grande nel favore di Cheope, devota a Horus ed è onorata sotto Chefren. "

Nella cappella della mastaba di Kawab, il primogenito di Cheope, si legge che: "Meritites, sua madre, lo generò a Cheope". E' anche detta "La figlia del dio, colei che è incaricata dei suoi affari". Era figlia di Snofru.

Si crede che Meritites sia stata sepolta nella piramide centrale del gruppo attribuito alle sue regine. La più settentrionale è attribuita alla madre del re, Hetepheres. Violata durante i disordini del Primo Periodo Intermedio, quanto rimaneva di ciò che conteneva fu spostato nel pozzo dove fu trovato nel 1925, datato alla II o alla III dinastia. La piramide di Meritites era completata da un piccolo tempio funerario decorato e da una fossa destinata ad accogliere una barca che non fu mai rinvenuta. Gli scavi portarono alla luce anche i resti di una falsa porta e dei frammenti di bassorilievi raffiguranti offerte e animali .

Henutsen:

viene considerata una moglie secondaria di Cheope. Non avendo il titolo di "Figlia del re o di Figlia carnale del re", ma solo quello di sposa del re, non era nata da un faraone. E' chiamata "Figlia del re" su un solo documento ( la cosidetta "Stele dell'inventario") che però fu realizzata venti secoli dopo, durante la XXVI dinastia (664 a.C. - 525 a.C.) La stele fu trovata dall'egittologo Auguste Mariette nel 1858 . Si trovava nel tempio di Iside eretto sui resti della cappella funeraria della piramide G1c. Il testo della stele afferma che Cheope fece costruire sia la sua piramide che quella per "la figlia del re, Henutsen". Il tempio di Iside fu costruito ampliando la cappella della piramide e inglobando, in parte, la (mastaba G7130-7140), appartenente al principe Khufukhaf, che fu in parte demolita. Nella cappella di questa tomba ci sono dei rilievi che ritraggono il principe con la madre, di cui, però, è andato perso il nome. Si legge solo che era "figlia di un re". Per la vicinanza della mastaba di Khufukhaf alla piramide attribuita a Henutsen si crede che la regina fosse sua madre

Figli e figlie

Non è facile stabilire quali fossero i veri figli di Cheope, perché in quel periodo c'era l'usanza di assegnare il titolo di "figlio del re", anche a nobili e a funzionari che erano molto legati al sovrano senza però essere nati da lui. Tutti i visir della IV dinastia si fregiarono, infatti, di questo titolo, ma l'effettiva discendenza dal faraone venne sottolineata aggiungendo, al titolo, quello di "figlio del re, del suo corpo". Il problema è complicato anche dal fatto che molti dei figli di Chefren e di Micerino, che portano lo stesso titolo di "figlio carnale del re " (senza però specificare di quale sovrano si tratti), sono stati inumati nei cimiteri annessi alla piramide di Cheope.

Molti figli carnali di Cheope furono dei letterati. Sono fra i pochissimi principi dell'antico regno che vengono citati nei testi anche molto posteriori

Uno dei pochi di cui si è certa la paternità dal re è il principe Kawab

Kawab

G7120 a). Nato durante il regno del nonno Snofru, fu il primo figlio di Cheope e di Meritites. La sua importanza è sottolineata dal fatto che la sua mastaba è la più grande del cimitero est di Cheope. Il principe sposò la sorella Hetepheres II (figlia di Cheope e di Meritites), da cui ebbe quattro figli: Meresankh III, che sposerà lo zio Chefren, e i principi Dwaenhor, Kaemsekhem e Mindjedef. Kawab morì prima del padre, e non potè salire al trono dopo di lui.

Statue in calcare di Kawab (dalla sua mastaba) Kawab (dalla mastaba di Meresankh III)

Kawab ebbe vari titoli, tutti importantissimi: " Consigliere del re", "Principe ereditario"," Capo del clero del dio Thoth", Sacerdote della dea Selket", "Sacerdote di Anubi", "Capo dei preti lettori", "Direttore di tutti gli uffici divini", "Figlio carnale del re", "Figlio primogenito del re", "Il più grande dei dieci dell'Alto Egitto", "Capo della giustizia" e Visir. Il suo ricordo sopravviveva ancora nella XIX dinastia, perché uno dei figli di Ramesse II, il principe Khaemwaset ,fece restaurare una statua di Kawab che si trovava nel tempio di Ptah a Menfi.

Kawab venne sepolto nella Mastaba contrassegnata dalla sigla G7120. E' formata da due mastabe affiancate, progettate come una tomba di coppia:la G 7110 per il principe; la G 7120 per la moglie Hetepheres II. La donna, però, avendo sposato poi Djedefra, non vi fu mai sepolta.

il sarcofago di granito rosso di Kawab

Chefren e Djedefra (vd poi)

Successori di Cheope, di loro, a Giza, non sono state trovate le tombe. Si suppone che sia dovuto al fatto che nacquero tardi, e che fosse previsto che fossero sepolti accanto alla loro madre

Hetepheres II

ritratto della principessa

Era: "Figlia carnale del re dell'alto e del basso Egitto Cheope", "L'amata figlia del corpo del re", "Moglie del re", "L'amata moglie del sovrano","La seguace di Horus e di Seth", "La Compagna di Horus", "La sacerdotessa del dio Thoth".

Nata forse durante il regno di Snofru, o nei primi anni di regno del padre, la principessa sposò suo fratello, il principe ereditario Kawab, da cui ebbe una figlia di nome Meresankh III e un figlio chiamato Mindjedef. Dopo la morte del primo marito sposò un altro dei suoi fratelli o fratellastri, Djedefra, che salì al trono dopo Cheope. Il matrimonio di sua figlia, Meresankh III, con il successore del defunto secondo marito, rese Hetepheres II suocera del nuovo re. La donna sopravvisse anche alla figlia, che fu sepolta nella tomba G7350. Hetepheres II non ebbe mai il titolo di "Madre del Re".

ad Abu Rawash fu trovata infatti una statua dov'è raffigurata come sfinge.

la sfinge della regina (al GEM)

Djedefhor

Chiamato anche Hordjedef in base al modo in cui si possono leggere i geroglifici che compongono il suo nome, è nominato figlio di Cheope sia nella sua mastaba che nel Papiro Westcar. Fu sepolto nella mastaba 7210 del cimitero est di Giza. Secondo quanto riportato dalle fonti antiche fu un uomo molto saggio, autore di un Insegnamento. Fu un esperto di testi funebri, tanto da scoprire, nel tempio del dio Thoth a Ermopoli, quattro formule che verranno messe nel Libro dei Morti. Sono la 30 B, la 64, la 137 A e la 148. Secondo quanto riportato in un graffito dello Wadi Hammamat che però risale alla XII dinastia, e non si sa quanto sia attendibile, salì al trono dopo Chefren.

Il sarcofago del principe, con linee guida rosse in ocra, ha il fondo parzialmente segato

Khufukhaf (letto anche come Khaefkhufu )

Khufukaf con la moglie e con la madre

Era figlio di Cheope e di una regina sconosciuta. Si crede che fosse Henutsen perché la mastaba del principe è accanto alla piramide attribuita alla sovrana. La moglie si chiamava Nefertkau II (per distinguerla dall'altra), e fu sepolta con lui a Giza. La sua mastaba è la più grande dopo quella di Kawab. Durante il regno del fratello/ fratellastro Chefren fu nominato visir. Nella IV dinastia questa carica era riservata, di norma, al secondogenito del faraone.

Khufukaf era: "Amministratore di confine della zona di Dep (Buto)", Sacerdote del dio Api; Capo sacerdote del clero di Nekhen/Hierakonpolis; Sac erdote di Horus; Sacerdote di Cheope; Direttore del palazzo reale; Figlio del re, del suo corpo, Sacerdote capo del tempio di Thoth a Ermopoli, Compagno unico del re, Giudice capo e Visir.

La sua tomba, una mastaba doppia posta nel cimitero orientale di Giza (G 7130-7140), ospita anche la moglie Nefertkau. Vi sono menzionati anche diversi figli: Wetka, detto Tuka e Iunka, e una figlia. Un'iscrizione della mastaba si riferisce al XXIII anno del regno di Cheope.

la mastaba del principe

Meresankh II.

Il suo nome significa "Colei Che ama la vita".

Ha i titoli di:" Grande dello scettro-hetes ", "Colei Che vede Horus e Seth"," Sposa del re ", "Attendente di Horus "e "Figlia del re-del Suo corpo".

Si ritiene che fosse figlia di Cheope. Dato che nella tomba di Meresankh II è presente anche la regina Meritites, gli egittologi hanno dedotto che fosse loro figlia e che abbia sposato un faraone

Meresankh II fu sepolta nella doppia mastaba G 7410 – 7420. , accanto ad un uomo, Horbaef, che forse fu il suo primo marito. Il sarcofago della donna è decorato con la raffigurazione della facciata del palazzo reale, completa di porta, e con liste di offerte funebri. Sul coperchio è raffigurato uno sciacallo, probabilmente il dio Anubi. E' la prima volta che compare in una sepoltura reale.

il sarcofago di Meresankh II

Khamerernebty I

Sull'architrave d'ingresso della tomba della figlia, Khamerenebty II (la cosidetta Tomba di Galarza),Khamerernebty I è chiamata:" Madre del Re dell'Alto e del Basso Egitto", "Sposa del dio", "Colei che vede Horus e Seth", "Colei che è Grande dello Scettro-hetes", "La Grande di lode", "La Sacerdotessa di Thoth", "La Sacerdotessa di Tjasepef", "La Sposa grandemente amata del sovrano", "La Figlia del Re, del Suo corpo", "La Signora Riverita", "L'Onorata dal Grande Dio". Fu una delle mogli di Chefren, da cui ebbe il suo successore Micerino. E' probabile, quindi, che fosse figlia di Cheope.

Minkhaf :

Ha, come titoli, quelli di "Primogenito del Corpo del Re", Capo della Giustizia e Visir. Fu sepolto nella mastaba G 7430 del cimitero est di Giza. Ebbe una moglie e un figlio, ma i loro nomi non sono pervenuti. Secondo l'egittologo Reisner, la costruzione della sua mastaba ebbe inizio durante il regno di Cheope. Il pozzo destinato alla sepoltura della moglie non fu mai completato e utilizzato.

Bauefra : benchè assente dalle fonti contemporanee viene citato come figlio di Cheope nel Papiro Westcar, che però è successivo. Bauefra fu visir. Secondo quanto riportato in un graffito dello Wadi Hammamat, che risale alla XII dinastia, salì al trono dopo il fratello Djedefhor.

Persenet

Figlia di Cheope (ha il titolo di "Figlia del re del suo corpo"), fu, probabilmente, una moglie secondaria di Chefren .Fu sepolta nel cimitero ovest di Giza (Mastaba G 8156)

Ankhkhhaf

Ankhhaf era, probabilmente, figlio del faraone Snofru e di una sua moglie sconosciuta. Fra i suoi titoli onorifici c'erano quelli di:" figlio del re maggiore del suo corpo", "Visir", "Sovrintendente di tutte le opere del faraone" e "Capo del clero di Thoth". Dato che è nominato sui papiri di Merer visse fino alla fine di Cheope. Sui papiri Ankhkhaf è chiamato "nobile " "Sovrintendente di Ra-shi-Khufu". Quest'ultimo luogo era il porto dove arrivarono le pietre per la costruzione della piramide di Cheope.

La sua mastaba, G 7510, è la più grande del cimitero orientale di Giza.

Ankhaf vi è raffigurato con la moglie, la principessa Hetepheres , che ha, come titoli onorifici, quelli di ""figlia del re maggiore del suo corpo", "colei che ama" , e di "Sacerdotessa di Snofru". La tomba fu costruita sotto i regni di Cheope, di Djedefra e di Chefren. Vi fu scoperto uno straordinario busto dell'uomo in calcare dipinto ora conservato al Museum of Fine Artys

Hemiunw

Nipote di Snofru, nacque da suo figlio Nefermaat e da Atet. Sulla bellissima statua che lo raffigura, trovata nella sua mastaba di Giza e conservata a Hildesheim, in Germania, e sulle pareti della sua tomba sono riportati i suoi titoli: "Capo di tutti i lavori del faraone e dei suoi funzionari", "Sovrintendente delle opere del re", "Figlio del re", Portatore dei sigilli reali", "Capo del clero di Thoth", "Sacerdote di Bastet e di Shesmetet "

Hamiunw si occupò della realizzazione del complesso funerario di Cheope. Di lui non si conoscono né mogli né figli.

La sua Mastaba, G 4000, è la seconda, per grandezza, del cimitero occidentale di Giza. E' superata solo dalla G 2000, appartenente ad un personaggio molto importante di cui, però, si è perso il nome. La tomba di Hemiunw è più grande persino di alcune delle mastabe dei figli di Cheope.

La facciata sud presenta due cappelle collegate da un lungo corridoio. In quella nord c'era la sua bellissima statua di calcare, realizzata in dimensioni maggiori del vero per sottolineare l'importanza dell'alto funzionario. Guarda ad est ,verso la piramide di Cheope.

La mastaba di Hemiunw la sua posizione

Wepemnofret

Era:" Artigiano per gli scribi del re", "Grande dei decani dell'Alto Egitto", "Sacerdote di Heqet e Mehit", "Sacerdote Khet di Ha" e "Figlio del re". Non era, probabilmente, figlio di Cheope, ma è importante perché la sua mastaba fu una delle prime (se non la prima), edificata nel cimitero ovest di Giza, risalendo, quindi, ai primi anni di regno di Cheope. La stele dell'alto funzionario, scoperta nel 1905 accanto alla sua mastaba, G 1201, presenta tratti sia arcaici che maturi. Si trova al Robert H.Lowie Museum of Antropology di Berkeley.

Nefertiabet

sepolta nella mastaba G 1225 nel cimitero ovest di Cheope, è nota per la bellissima stele che la mostra vestita con un aderentissimo abito maculato di pelle di leopardo. Detta solo : "Figlia del Re", visse durante il regno di Cheope. Non conosciamo i rapporti che la legavsno al faraone.

la stele della donna, al GEM

Edifici fatti realizzare dal faraone

Dei numerosi edifici civili e religiosi che il re fece innalzare in tutto l'Egitto, rimangono solo quelli del suo magnifico complesso sepolcrale e i miseri resti di pochi altri. Alcuni sigilli con il nome di Cheope provenienti da Tell el‑Dab'a e da altre località del delta del Nilo indicano che forse vi fece realizzare degli edifici. E lo stesso vale per i blocchi di granito con il suo nome trovati nel 2022 nel tempio di Ra a Eliopoli.

IL complesso funerario di Cheope era il più grande dell'antico Regno, e in esso trovarono compimento tutte le soluzioni e le tecniche edilizie utilizzate precedentemente. Fu il modello per quelli dei suoi successori. La piramide del re, enorme e mai più eguagliata, aveva i lati di duecento trenta metri ciascuno e raggiungeva un'altezza, con il rivestimento di calcare bianco di Turah, di centoquarantasei. Le sue facce, rispetto al piano di base, erano inclinate di 51° 50' 40". Quest'angolo non era statpo scelto a caso; permetteva infatti di avere una struttura stabile e molto alta pur con un profilo molto ripido.

Secondo Diodoro Siculo, che la vide nel I secolo a.C.,era rivestita di calcare bianco. Ne sono rimasti pochissimi, connessi con estrema cura, alla base della piramide. Tutti gli altri sono scomparsi, prima per il crollo degli stessi in occasione di vari terremoti ( il primo di cui abbiamo notizia è quello del 1301 a.C., poi perché sono stati rimossi e riutilizzati per edificare i principali monumenti del Cairo. Sappiamo che già al tempo del re Barkuk (1382-1399 d.C.) non ce n'erano più. Lo scrittore romano Plinio il Vecchio (I secolo d.C.) sosteneva che su questa copertura ci fossero dei geroglifici; è probabile che come quelli alla base della piramide di Micerino fossero stati apposti dal principe Khaemwaset, uno dei figli del faraone Ramesse II, per testimoniare di aver restaurato l'edificio. Erano, probabilmente, gli stessi citati da Erodoto.

Delle strutture accessorie che facevano parte del complesso funerario di Cheope sono rimasti la piramide, le due barche sacre deposte nei pressi e poco altro. Tutto il resto è scomparso e ne rimangono pochissime tracce. Per analogia con quelli del padre Snofru e dei suoi successori, possiamo ipotizzare che il tempio basso di Cheope avesse un aspetto simile a quello, rivestito di granito rosso, di Chefren (anche se il pavimento, anziché in alabastro, era di basalto), e che fosse abbellito da numerose statue del re davanti alla dea Hathor e ad altre divinità. Il tempio funerario addossato alla piramide, di cui rimane solo parte del pavimento in basalto, presentava cinque nicchie per le statue. Quattro erano collegate ai nomi d'incoronazione del re; la quinta alla dea funeraria Hathor.

Giza alla fine della IV dinastia

La struttura interna della piramide. E' l'unica delle Sette meraviglie del mondo antico giunta sino a noi

La pianta del tempio funerario addossato alla piramide e ciò che ne resta.Alcuni blocchi sono conservati al Museo Egizio di Torino

Questo tempio funerario alto, ingrandito nel V anno di regno di Cheope, misurava cinquantadue metri per quaranta. Un portale con due battenti di legno dorato, al centro della faccia est , permetteva l'ingresso al tempio dalla Rampa processionale. Da qui si entrava in un grande cortile a peristilio ( 46 x 26,7 m), tutto circondato da un porticato formato da trentaquattro pilastri quadrati di granito rosso. Il pavimento era costituito da grosse lastre di basalto nero verde del Fayyum, il cui colore richiamava quello del fertile limo del Nilo che ogni anno dava vita all'Egitto. Una canalina scavata nel pavimento permetteva lo smaltimento delle acque meteoriche. Altri dodici pilastri di granito rosso, identici ai precedenti, disposti su due file di otto e di quattro, precedevano la sala delle nicchie, che era coperta. La sala per le offerte funerarie, che precedeva quella delle nicchie, era ornata da bassorilievi con scene di offerta e presentava una stele a Falsa porta e una tavola d'offerta. Due sale, accanto alla sala delle offerte, contenevano delle barche sacre. A nord e a sud del tempio si trovavano dei magazzini che custodivano tutto ciò che serviva al culto del re defunto. La parte ad ovest del Tempio è completamente inesistente perché in epoca saitica fu distrutta per la realizzazione di una tomba a pozzo che non venne mai completata. Tra la parete est della piramide e quella del tempio funerario si trovava un elevato terrazzamento su cui vi erano due stele centinate separate da una tavola d'offerta, simili a quelle presenti a Meidum e nei complessi di Snofru a Dahshur.

La Rampa Processionale, che univa questo tempio a quello vicino all'imbarcadero, partiva dal centro del grande cortile a peristilio.

Ricostruzione dell'interno del tempio basso di Cheope. Alcuni dei blocchi di granito che lo componevano sono stati trovati sotto le abitazioni del villaggio di Nazlet el-Samman, che è sorto sopra l'edificio. La presenza delle abitazioni ha però impedito di tracciarne la pianta. La pavimentazione era in basalto.

La rampa processionale di Cheope non usciva dritta dal tempio alto, ma piegava leggermente verso est di 14°.Questa deviazione è dovuta alla conformazione geologica della zona: se l'avessero fatta perpendicolare sarebbearrivata ad un punto della scarpata molto più ripido, e sarebbe stato impossibile realizzarla e utilizzarla per trasportarvi il feretro del re. La rampa era lunga ottocentoventi metri e larga nove. A 500 m dal suo inizio deviava verso nord e proseguiva per altri 135 m, fino ad incontrare la scarpata che scendeva verso il Tempio a Valle, che raggiungeva dopo altri duecento metri.

Tutta rivestita da lastre di calcare decorato con bassorilievi (lo racconta Erodoto), aveva il soffitto dipinto in azzurro con stelle dorate. Alcuni frammenti, con i cartigli di Cheope, sono stati trovati nel complesso piramidale di Amenemhat I a El LIsht. Quello sotto raffigura una sfilata di buoi

Ricostruzione dell'aspetto interno della rampa processionale di Cheope

Il complesso sepolcrale di Cheope era chiamato :"Akhet Khufu", cioè l'Orizzonte di Cheope. Il geroglifico che rappresenta l'orizzonte è un disco solare fra due montagne

Il sole che sorge fra le due piramidi di Cheope (a destra), e di Chefren (a sinistra), incarna il nome Akhet e giustifica il nome dato al complesso sepolcrale del re

I cimiteri di Cheope

Accanto alla sua tomba Cheope fece realizzare due importanti cimiteri; quello ad est, riservato alle sue mogli e ai suoi figli più importanti, e quello ad ovest, dove furono seppelliti i figli minori e i funzionari di più alto grado. Le tombe erano a forma di mastaba e il loro asse principale era allineato con quello delle facce della grande piramide.Solo poche erano fatte di blocchi di calcare; la maggior parte aveva uno spesso rivestimento di blocchi di calcare locale riempito con del pietrisco o con i detriti derivanti dalla lavorazione dei blocchi di calcare della grande piramide. Le facciate, a differenza di quelle di Meidum e di Dahshur, che erano modanate, eranio lisce.

Le mastabe edificate durante il regno di Cheope erano prive di cappelle; avevano solo una nicchia, scavata all'estremità sud del muro est ,che conteneva una tavola d'offerta (dove venivano poste le offerte funebri), e una stele rettangolare di pietra che sovrastava una finta porta. Su questa stele erano raffigurati:

  • il defunto, seduto ad una tavola d'offerta su cui erano poste le offerte necessarie alla sua vita nell'aldilà
  • il suo nome e i suoi titoli amministrativi
  • varie offerte descritte sia in geroglifici sia visivamente
  • una lista di diversi tipi di lino necessari alla sua sepoltura

In origine il cimitero est prevedeva quattro file di 12 mastabe. Verso la fine del regno di Cheope alcune furono ampliate e vi furono aggiunti degli altri pozzi, altre unite, fino ad avere quattro file di otto grandi mastabe doppie.

Vi furono aggiunte anche delle cappelle esterne in blocchi di calcare o in mattoni crudi. Le mastabe venivano costruite in anticipo e date ai principi quando diventavano adulti. Se morivano giovani venivano sepolti nella mastaba della madre.

Sotto Chefren il cimitero est fu ampliato per accogliere le tombe delle mogli, dei figli e di alcuni funzionari di questo faraone. Alla fine del suo regno comparve una nuova tipologia di tombe, quella rupestre, e le pareti delle cappelle, che prima erano prive di decorazione, vennero scolpite e dipinte. Sono sepolcri scavati nella roccia e privi di sovrastruttura. Molti furono realizzati nella cava posta ad ovest della Sfinge, che non era più in uso.

Altre mastabe vi furono realizzate nella V e nella VI dinastia. Alcune appartenevano ai sacerdoti che si occupavano del culto funerario delle persone sepolte a Giza; altre ai nobili e ai funzionari che ambivano a farsi seppellire accanto ai grandi faraoni che vi erano inumati o ai loro antenati. Un insieme di mastabe poste nell'angolo nord ovest della piramide di Cheope apparteneva ad una famiglia di architetti della V e della VI dinastia.

Nella VI dinastia il margine della piana del cimitero est fu traforato da decine di tombe rupestri, molte delle quali interconnesse. Altre furono scavate nell'area delle cave poste fra la piramide di Chefren e quella di Micerino fino alla falsa piramide della regina Khentkaus.

Un processo analogo caratterizzò il cimitero posto ad ovest della piramide di Cheope. Comprende tombe a pozzo e mastabe che vanno dalla IV alla VI dinastia. Tombe risalenti all'epoca saitica e alle epoche successive sono state trovate vicino alla rampa processionale di Chefren e alla Sfinge. Includono la sepoltura rupestre (G 9550), della regina Nakhtoubasteraou, moglie del faraone Amasis II (regnò dal 570 al 526 a,C,), e di un loro figlio, il generale Amasi.Amasi II fu l'ultimo grande faraone prima della conquista persiana.

Le barche sacre

La nave di Cheope

Nel complesso sepolcrale di Cheope ci sono sette fosse x barche. E' quello dell'Antico Regno dove ce ne sono di più. Cinque si trovano vicino alla piramide principale; due a quelle delle regine e sono intercalate fra esse. Solo l'ultima piramide delle regine, realizzata dopo la morte del re o poco prima, non ne ha una. Delle cinque fosse principali, tre, a forma d'imbarcazione e con la prua rivolta a sud, sono ad est (una è parallela alla rampa processionale); due, invece, più piccole e rettangolari, si trovano a sud della piramide. Ospitavano tutte una barca di legno di cedro ed erano chiuse da una copertura di pietra o di legno. Le due fosse rettangolari hanno fornito due navi. La prima, scoperta smontata nel 1954 e composta da 1224 pezzi, è lunga quarantatre metri e larga sei. E' alta poco meno di due metri. Lo scafo, alto un metro, ha cinque remi per lato più due, a poppa, che fungevano da timoni.

Per realizzarla non vennero usati chiodi, che essendo in rame non avrebbero tenuto, ma dei tenoni di legno di sicomoro connessi tra loro. Il fondo della barca, invece, differente da molte altre barche solari, era piatto e formato da assi cucite fra loro con corde. Bagnandosi esse si sarebbero ristrette permettendo la perfetta impermeabilità dell'imbarcazione.

Dai segni lasciati dalle corde sullo scafo gli studiosi hanno dedotto che questa nave ha navigato per un po', ma non sul Nilo: servì, probabilmente, per trasportare il corpo del re defunto al Tempio a Valle , nei cui pressi fu mummificato. La sua cabina, infatti, lunga sei metri e larga 2,5, avrebbe potuto ospitare un corpo posto in un sarcofago di legno.

Della seconda nave, in fase di realizzazione, non conosciamo ancora la forma. Sappiamo solo che è dello stesso materiale della prima e che fu costruita con lo stesso sistema a tenoni di legno e cuciture di corda, e che è leggermente più grande: misura infatti quarantacinque metri di lunghezza e sei di larghezza. E' stata trovata smontata in milleduecento parti.

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